Pellegrinaggio "Passi di Speranza"



 “Camminiamo cantando! Che le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della Speranza."

(Laudato si’, 244)

Leggere queste parole di Papa Francesco fa tornare alla mente i canti partigiani: ne evocano le sonorità e, toccando le corde più profonde del cuore, scacciano le paure alimentate da sconforto e sfiducia, che altrimenti rischierebbero di condannarci all’inerzia.

Camminiamo cantando, scegliendo di farlo nel mondo rurale e naturale, lontano da quello artificiale in cui, ogni giorno, ci relazioniamo con l’altro. È nella natura che il cammino si fa più autentico, più libero, più vero. La signora Rosa Z., conosciuta di recente, ci ha detto che la verità è come la linea dell’orizzonte: riesci a coglierne la forma circolare solo quando ti allontani dalla terraferma, come accade ai marinai in mare aperto. Guardando l’orizzonte, comprendono che non è una linea retta, ma un abbraccio che si chiude su sé stesso.

Ma questo nostro camminare non è una fuga: non stiamo scappando, bensì procediamo lungo un percorso la cui meta ci è chiara. È un po’ come il lavoro del contadino, che per tracciare un solco diritto – dove mettere a dimora nuove piante – ha bisogno di un filo teso tra due rametti piantati nel terreno. Il primo indica l’inizio, il secondo il traguardo. La direzione è definita, anche se il cammino può apparire incerto, irregolare, perfino faticoso.

Ecco perché continuiamo a camminare cantando: anche quando il sentiero è oscuro, la meta illumina ogni passo. E il canto non ci toglie la gioia della Speranza — anzi, la custodisce e la rinnova.

Tante, forse troppe, sono le preoccupazioni che gravano oggi sul nostro pianeta, ma non per questo le evitiamo o le ignoriamo. Le affrontiamo con lucidità e coraggio, riconoscendo di vivere dentro quella che Papa Francesco ha chiamato una “terza guerra mondiale a pezzi”, segnata dalla legge del più forte, da una crescente violenza e da profonde disuguaglianze sociali.

Vediamo come, all’interno delle nostre società, le distanze tra le persone si facciano sempre più ampie: i privilegi si concentrano, mentre le fragilità si moltiplicano. Ma sappiamo anche che l’unico antidoto a questa frammentazione è riscoprire la forza dei legami, superare l’isolamento e l’individualismo, e tornare a costruire comunità accoglienti.

Accogliere non è solo un gesto di umanità, è parte essenziale della cura della casa comune. Non dobbiamo dimenticare che siamo ospiti su questa Terra, e che la nostra più grande responsabilità è custodirla affinché le generazioni future possano viverla in pace, giustizia e fraternità.

È questo lo spirito con cui Il Messape – Officina Didattica in Natura APS, all’interno del Progetto SEMI del Corso Animatori del Movimento Laudato Sì, ha voluto proporre per il prossimo 31 maggio il pellegrinaggio “Passi di Speranza”.
Un cammino che riscopre una storica via che da Latiano conduce direttamente al Santuario di San Cosimo alla Macchia, evitando i centri urbani per immergersi nella natura e nel silenzio.

La partenza è prevista alle ore 07:30 da piazza Bartolo Longo ed il percorso è lungo 12 km con difficoltà media: faremo diverse soste e manterremo un’andatura lenta, adatta a tutti.

La partecipazione è aperta a tutti e l’iscrizione è obbligatoria: agli iscritti verranno comunicate le modalità organizzative tramite WhatsApp e altri canali social.
Iscrizione entro le 15:00 del 30 maggio 2025, scrivendo al numero WhatsApp +39 3403660696.


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