Ogni passo è preghiera: il pellegrinaggio come incontro con il creato
Mi chiedo spesso se esista o meno un elemento comune che spinga credenti e non ad intraprendere un pellegrinaggio sia esso lungo e popolare, come il Cammino di Santiago, o breve che si completa con una camminata di mezza giornata. Nel breve testo Cappella, Hermann Hesse ci offre uno spunto che potrebbe chiarire i dubbi sulle ragioni per cui una persona decide di fare questa sorta di itinerario. Anche se “la strada che conduce alla devozione può essere diversa per ciascuno di noi”, Hermann Hesse ci ricorda pure che la “cappella rosso rosata” che incrocia nel suo viaggio, pur portando “i segni e i simboli di un Dio che non è il mio”, diventa il luogo in cui “ogni preghiera è permessa, ogni preghiera è sacra”. Ma a questo luogo di preghiera Egli affianca altri luoghi di francescana memoria: “in voi (cappelle) posso pregare anch’io, come nel bosco di querce o sul prato di montagna”. Quindi se la preghiera in quanto sacra può essere praticata in tutto il creato, che già San Francesco cantava come Fratelli e Sorelle, tutta la natura è sacra in quanto impregnata di vita divina.
Considerando quanto sinora detto, cerchiamo di avanzare una risposta al perché lo stesso cammino di pellegrinaggio è percorso sia da credenti e da non credenti. Chi si mette in cammino per un pellegrinaggio, lungo o breve che sia, cerca un’interrelazione tra sé e la sacra natura in quanto ognuno di noi appartiene ad essa, appartiene alla Madre Terra. Il pellegrinaggio, infatti, non è soltanto uno spostamento fisico verso un luogo significativo. È piuttosto una ricerca intima e profonda di Dio che – come ci ricorda Hermann Hesse – “il Dio nel quale dobbiamo aver fede dimora dentro di noi” e Lo percepiamo quando viviamo in piena consapevolezza l’interrelazione esistente tra noi ed il resto del Creato. In questo modo cerchiamo, viviamo, percepiamo quell’armonia che chiamiamo con una parola vasta quanto semplice: Spiritualità. Non so se il sapere scientifico abbia mai trovato una formulazione per questa “invisibile” percezione interiore ; ma ciò poco importa, con Il Piccolo Principe abbiamo imparato che “l’essenziale è invisibile agli occhi”.
Da questa idea di cammino, come ricerca di armonia tra l’uomo e il creato, nasce oggi la possibilità di ripercorrere, anche fisicamente, questa esperienza. Officina Didattica in Natura APS organizza domenica 31 Maggio 2026 il pellegrinaggio verso il Santuario di San Cosimo alla Macchia. Il percorso ripercorrerà l’antico itinerario di campagna che nel mese di maggio, decine di anni addietro, vedeva passare folle di fedeli diretti al Santuario.

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